ANBI interviene sul caso UNITO e UNIPR e sperimentazione animale

ANBI esprime piena solidarietà ai ricercatori dell’ Università degli Studi di Torino e dell’ Università di Parma oggetto dell’ennesima campagna tesa a mettere in cattiva luce il loro operato. Qualora si rilevassero condotte non consone in tema di Sperimentazione Animale è giusto sanzionarle, altra cosa è mettere alla gogna chi dedica la propria vita a rispondere al bisogno di cura di centinaia di migliaia di persone.

Per comprendere la complessità del sistema regolatorio, in termini di sperimentazione animale, vigente in Italia, e come l’approccio emotivo fin qui adottato sia controproducente, invitiamo a visionare il video sviluppato da ANBI in occasione del recepimento della direttiva europea 2010/63.

Qui l’articolo su Prometeus Magazine.

Intervista al Presidente ANBI su La Stampa: #ricerca e #OGM

Nell’edizione odierna dell’inserto TuttoScienze del quotidiano La Stampa, è stato pubblicato un articolo sulle nuove tecnologie genetiche, editing genetico e cisgenesi, che stanno rivoluzionando le idee sugli OGM.

Il Presidente, Daniele Colombo, intervistato dal quotidiano, ha espresso le sue preoccupazioni per gli assurdi divieti di ricerca in campo per gli OGM, la scarsa considerazione per la scienza, che ANBI ha da sempre stigmatizzato – come nei casi passati su OGM, Stamina e leggi sulla sperimentazione animale – e ha voluto auspicare “una nuova era e una nuova classe politica, che voglia e sappia dialogare e stringere rapporti con la comunità scientifica”.

Vi invitiamo a leggere l’intervista completa a questo link.

Intervista al Presidente Scarpa

Biotecnologi italiani, un triestino alla guida”: è questo il titolo dell’intervista al Presidente ANBI Tommaso Scarpa pubblicata dal quotidiano triestino “Il Piccolo” in edicola lunedì 28 luglio.

Nell’intervista, il Presidente Scarpa ha commentato gli obiettivi associativi connessi alle opportunità professionali del biotecnologo.

«Sono nel direttivo dal 2009 e presidente dal 2013; la nostra è una realtà che  si occupa di networking, divulgazione scientifica e formazione continua. Da sempre il rapporto con gli atenei è molto stretto, per fornire un collegamento diretto tra studenti e mondo del lavoro. Punta inoltre a dimostrare come un impiego in laboratorio non sia l’unico sbocco per un biotecnologo, ma dopo l’università e la laurea in questo campo le opportunità siano molteplici, ad esempio nell’ambito della comunicazione scientifica, del marketing, della proprietà intellettuale, nelle aziende private o nel sistema sanitario. Il problema è che tuttora molti settori non prevedono l’inserimento di personale laureato in biotecnologie: soprattutto nei concorsi pubblici questa figura risulta spesso ancora assente», ha detto Tommaso Scarpa.

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